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E’ possibile il pignoramento di una casa nel fondo patrimoniale?

Molto spesso si parla del fondo patrimoniale come di un sistema per tutelare la casa dal pignoramento, anche se avviato per debiti nei confronti dello Stato. Ma è proprio così? A dare una risposta è una recente sentenza della Cassazione.

Bisogna partire dal principio che, sebbene il fondo patrimoniale sia uno scudo nei confronti di eventuali aggressioni, pignoramenti, da parte dei creditori, non può essere opposto se il debito nasce per far fronte a esigenze famigliari. È il caso, ad esempio, di spese condominiali. In quest’ultimo caso, ad esempio, l’amministratore di condominio può dare inizio a un’esecuzione forzata di una casa presente nel fondo patrimoniale.

Secondo l’ordinanza della Cassazione n 8881/18 dell’11 aprile 2018, una casa nel fondo patrimoniale può essere oggetto di pignoramento se i debiti sono stati contratti per i bisogni della famiglia, o se si tratta di imposte collegate a tali bisogni. Questo vuol dire che nel caso in cui il contribuente non paghi le tasse collegate al reddito, all’impresa o alla casa, è inutile andare dal notaio e creare il fondo patrimoniale. La casa rimane in ogni caso pignorabile, anche nel caso in cui il debito sia posteriore alla costituzione del fondo. Tocca al debitore dimostrare che il debito contatto è estraneo alle esigenze famigliari.

In generale l’orientamento dei giudici è quello di ritenere sempre possibile l’ipoteca sulla casa nel fondo patrimoniale, una misura cautelare che non implica necessariamente il pignoramento.

 
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Prezzi case, Istat: valori in calo dello 0,4% nel 2017, giù del 15,1% dal 2010

Secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel corso dell’ultimo trimestre del 2017 i prezzi delle case nel nostro Paese hanno registrato un calo dello 0,3% su base annua. Nel 2017 la diminuzione è stata dello 0,4% rispetto al 2016.

Nel quarto trimestre 2017, sulla base delle stime preliminari, i prezzi delle abitazioni aumentano dello 0,1% rispetto al trimestre precedente  il rialzo congiunturale si deve interamente alle abitazioni nuove (+0,7%) mentre i prezzi delle abitazioni esistenti rimangono fermi. Su base annua prosegue il calo dei prezzi (-0,3%) iniziato nel primo trimestre 2012. La diminuzione è imputabile esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti (-0,5%, da -1,3% del terzo trimestre 2017), mentre quelli delle abitazioni nuove registrano una variazione nulla.

L’andamento nel 2017

Nel 2017 si registra, in media, un calo dell’indice dei prezzi delle abitazioni dello 0,4% rispetto al 2016 (quando la variazione media annua era stata pari a -0,8%). Questo ulteriore ridimensionamento della flessione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi delle abitazioni nuove che, guadagnando quasi un punto percentuale, fanno segnare una lieve crescita (+0,1% da -0,8 del 2016, la prima dopo quattro anni di flessione). Il calo in media d’anno dei prezzi delle abitazioni esistenti risulta più contenuto (-0,6% da -0,8%).

La variazione dal 2010

L’andamento del 2017 determina un trascinamento al 2018 della variazione dei prezzi delle abitazioni lievemente negativo e pari a -0,1%; vale a dire che se i prezzi rimanessero stabili a partire dal primo trimestre 2018 sarebbe questa la variazione media dell’anno in corsoRispetto al 2010, nel 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 15,1% (-1,4% per le abitazioni nuove, -20,5% per le esistenti)

 
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Tasse casa italiani residenti all’estero

Come devono comportarsi i cittadini italiani che risiedono all’estero in merito alle tasse sulla casa?

La prima cosa da fare se si vive in un altro Paese per un periodo superiore ai dodici mesi è iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire), istituita con legge 470/1988. Tale iscrizione è un diritto-dovere del cittadino che oltre a permettere di usufruire dei vari servizi delle Rappresentanze consolari all’estero, è anche richiesta come condizione per la tassazione agevolata degli immobili posseduti in Italia dagli stessi soggetti.

Secondo quanto evidenziato dalla rubrica “Tutto soldi” de La Stampa, la Legge 80/2014 prevede che “a partire Read more…

 
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